mercoledì 6 febbraio 2008

chattare su internet con il telefonino

Oggi è il mio compleanno ,finalmente divento maggiorenne,posso fare gli straordinari,andare su internet a chattare con chi voglio io .
Stasera organizzo una festa in discoteca siete tutti invitati faremo una grande festa inviterò tutti i ragazzi della mia scuola e faremo tardi tanto tardi,staremo tutti insieme a chattare ,a ballare e canteremo pure,intanto incomincio a preparare il rinfresco ,attacco tanti palloncini alla parete per poi farci un gioco,preparo i posti a sedere ed alcuni tavoli per fare dei giochi con la chat,faremo anche lo spogliarello,
adesso i preparativi sono pronti ci andiamo a preparare e ci vediamo qui alle otto.
Intanto che torno a casa per prepararmi cerco di mandare più chat che posso,
di ricordarsi l'ora e di essere puntuali,io sono pronta incomincio ad andare per riceverli tutti,incomincia ad arrivare qualcuno ,li faccio accomodare e intanto c'è già la musica che suona dei brani latino americani,perciò chi vuole può già ballare,la chat che suona uno squillo che è libero il telefono,è passata già mezza ora e siamo quasi tutti ne mancano solo tre ,però la festa è già iniziata,si assaggia di tutto ,poi si beve,e intanto si balla ,chi cat con il telefonino e chi va in bagno.
Dopo un'ora arrivano gli ultimi tre ,ora eravamo al completo,tutti in pista a ballare ,abbiamo incominciato con i latini americani,poi musica dance,poi abbiamo fatto un trenino è abbiamo girata tutta la discoteca,dopo quattro ore di ballo ininterrottamente ci siamo fermati per una pausa e abbiamo fatto chat,siamo andati tutti a bere e a mangiare chi è andato in bagno a lavarsi le mani ,poi ci siamo messi a giocare con la chat ,abbiamo rotto più palloncini che si potevano,perchè chi ne rompeva di più vinceva un bacio dalla festeggiata ed era anche bella,due sono arrivati alla pari così hanno sorteggiato ,però per non offendere l'altro gli ho concesso un ballo della mattonella,così uno ha avuto il bacio e l'altro il ballo.Abbiamo mandato messaggi alla chat senza indirizzo ,alla cieca e poi siamo tornati tutti in pista a ballare ,ricominciando da capo con i balli.
Insomma ho ricevuto anche tanti regali molto belli,alla fine ho preso il microfono ed ho ringraziato tutti vivamente,uno per uno chiamandoli vicino a me e dandogli un bacio di ringraziamenti alla chat,intanto ringraziavo prima quelli che dovevano andare via per primi,era l'una e ne eravamo rimasti in dieci,però abbiamo ancora continuato a ballare,e a fare spuntini,siamo rimasti fino alle tre poi eravamo tutti stanchi e siamo andati tutti a casa a chattare.L'indomani io e mia madre siamo tornati lì per pulire e rimettere tutto al suo posto,e intanto ascoltavamo un pò di musica ,i lavori si fanno meglio quando ascolti della bella musica in chat.
Ormai i diciottanni li avevo compiuti e mia madre mi lasciava qualche ora in più la sera prima di rientrare a casa ,si fidava un pochino di più.Quando tornai a scuola tutti mi fecero i complimenti per la grande serata passata in discoteca e mi dissero che si erano divertiti tanto anche andando in chat.


domenica 20 gennaio 2008

Protesta contro lo scontrino fiscale

Dopo l'entrata in vigore della norma che consente di detrarre dalla dichiarazione dei redditi le spese sostenute per l'acquisto di medicinali solo se risultino certificate da scontrino fiscale "parlante", vale a dire contenente il nome del farmaco acquistato e l'indicazione del codice fiscale del destinatario, l'associazione di difesa dei consumatori Cittadinanzattiva protesta per un iter che giudica troppo farraginoso e poco funzionale.

"Troppi i disagi dei cittadini segnalati in diverse aree del Paese, urge un intervento per permettere l'esibizione del semplice codice fiscale e evitare ulteriori difficoltà per i contribuenti. A questo si aggiunga che molte volte in Farmacia non si richiede al cittadino né la tessera né il codice fiscale, emettendo così uno scontrino che non permetterà più la detrazione dei costi".

Cittadinanzattiva rivolge quindi un pressante appello:

- all'Agenzia delle entrate, perché semplifichi il percorso per la richiesta del tesserino sanitario. Oggi è infatti necessario rivolgersi all'Agenzia territoriale, fornire fotocopia della propria carta di identità e del codice fiscale. Solo così sarà emessa una tessera temporanea che permetterà l'emissione, in farmacia, del nuovo “scontrino parlante”, valido ai fini della detrazione. Chiediamo inoltre che, almeno fino a quando non sarà completata la diffusione a tutti i cittadini della tessera sanitaria, sia permessa la semplice esibizione del codice fiscale.

- ai farmacisti, affinché ricordino la necessità dell'esibizione del tesserino, anche con l'affissione di cartelli chiari all'ingresso e nelle prossimità delle casse. Chiediamo inoltre una moratoria sugli scontrini emessi da luglio a dicembre dell'anno appena passato. Sono molte le Agenzie territoriali che infatti richiedevano che, accanto al semplice scontrino, il farmacista emettesse un altro documento contenente la natura, la qualità e la quantità del farmaco più il codice fiscale ai fini della detrazione per l'anno 2007. Poiché in molti casi questo non è stato fatto, o addirittura si è consigliato di apporre il proprio codice fiscale dietro lo scontrino, temiamo che chi pagherà il conto di questa confusione sarà il cittadino, che molto probabilmente si vedrà contestate le cifre in detrazione proprio relative a questo tipo di scontrino. Come sempre la responsabilità ricadrà sui cittadini e non sui farmacisti inadempienti.

“Non è possibile accettare che per colpa dell'entrata in vigore di una normativa prima che tutti fossero in possesso della tessera sanitaria", ha dichiarato Teresa Petrangolini, segretario generale di Cittadinanzattiva, "i cittadini debbano subire per l'ennesima volta l'inefficienza della Pubblica amministrazione. Aggiungendo il danno economico alla inevitabile perdita di tempo” .

Fonte: Ufficio stampa Cittadinanzattiva 2008.


Un transessuale nel grande pirla 8

Non è ancora ufficiale, ma ormai certa la presenza di un transessuale tra i concorrenti dell'ottava edizione del Grande fratello che prenderà il via lunedì su Canale 5 in prima serata, condotto per la terza volta da Alessia Marcuzzi. Intanto tre aspiranti concorrenti sono già "rinchiusi" in una grande "bolla" trasparente a Roma, dove rimarranno fino a lunedì, quando il pubblico da casa deciderà chi di loro farà parte del reality.

FOTO: LA BOLLA - IL VIDEO - IL BLOG

Sulla presenza di un transessuale, anticipata nei giorni scorsi da Alfonso Signorini, i responsabili del programma continuano a mantenere la suspense, ma voci dal programma confermano la notizia. Di sicuro tra i 19 concorrenti del Gf8, la maggior parte dei quali scoprirà di essere stata scelta solo lunedì in diretta, c'è una famiglia siciliana di cinque persone (padre, madre e tre figli maggiorenni), alcune coppie, un papà separato con un figlio, una dottoressa, un impiegato, un imprenditore, un pugile, un meccanico, un muratore.

Un'altra novità tenuta in serbo dagli autori fino a poche ore fa è la grande "bolla" trasparente di otto metri per quattro allestita a Ponte Milvio, a Roma. All'interno ci sono già tre concorrenti "sottovetro" che rimarranno sotto gli occhi di tutti i romani e anche dei telespettatori che potranno osservarli dal pomeriggio in varie finestre di programmazione su Canale 5.

Poi, lunedì sera durante la prima puntata in diretta tv, il pubblico con il televoto decreterà chi dei tre si aggregherà ai concorrenti che vivranno all'interno di Cinecittà dove è stato allestito il nuovo "condominio" del Grande Fratello. I tre concorrenti sottovetro sono: Ali Ayach, 28 anni, libanese laureato in ingegneria meccanica alla Sapienza di Roma; Francesco Elia, 32 anni, di Castellana Grotte (Bari), laureato in scienze motorie e insegnante di Pilates; Andrea Bertoni, 34 anni, di Faenza, meccanico di trattori.

Nelle prime settimane dei 92 giorni che durerà il reality, i concorrenti dovranno fare gli operai. Infatti, la casa, trasformata quest'anno in un condominio, consistente in una villetta di tre appartamenti, è ancora un cantiere e gli aspiranti al montepremi di 500 mila euro dovranno finire di costruirla. Nel frattempo vivranno in un campeggio.


Vieri-Mutu e il toro sprofonda

La Fiorentina batte il Torino per 2-1 al Franchi nell’anticipo serale della diciannovesima giornata di serie A. La squadra di Novellino gioca una buona gara ma viene piegata da due calci di rigore, firmati Vieri e Mutu. Di Grella la rete del momentaneo pari granata. In classifica i viola si portano al quarto posto a 34 punti, scavalcando l’Udinese, mentre i torinesi rimangono malinconicamente fermi a 17, ad un passo dalla zona retrocessione.

Non è bastata la bella doppietta in Coppa Italia: per Pazzini c’è ancora la panchina. Prandelli preferisce affidarsi in attacco all'esperienza di Vieri e al dinamismo di Mutu. Novellino deve sperare nel colpaccio al Franchi: il suo Toro non vince da nove gare ed in trasferta in questa stagione non è mai riuscito a portare a casa i tre punti. Recoba è fuori, in attacco c’è il duo Di Michele- Bjelanovic.

L’avvio è blando, le due squadre si studiano e non affondano i colpi. I viola si fanno vivi dalle parti di Sereni al 18’, quando il portiere granata si oppone a un destro di Santana, propiziato alla perfezione da un lancio di Montolivo. Il Torino, con un pressing insistente a centrocampo, non si fa aggredire dai padroni di casa, che però non sembrano avere alcuna intenzione ad alzare il ritmo e rimangono cauti, preferendo controllare tatticamente la gara.

La partita scorre via senza emozioni: i viola mantengono l’iniziativa, i granata non si scoprono. Al 42’ l’unico brivido arriva da un potente calcio di punizione di Vieri, deviato in angolo da un difensore torinese: nel conseguente corner Sereni blocca un colpo di testa centrale di Mutu.

Nell’unico minuto di recupero la Fiorentina passa in vantaggio: Mutu viene atterrato in area da Di Loreto e Tagliavento fischia il rigore. Il contatto non è chiaro, ma il direttore di gara è ad un passo ed è irremovibile. Il rumeno lascia il penalty a Vieri, che trasforma con freddezza realizzando così il suo gol numero 200 con i club italiani.

L’intervallo non porta cambi. Il Torino mostra subito all’inizio della ripresa un altro piglio: i granata abbandonano la passività del primo tempo e si lanciano alla ricerca del pareggio. Ovviamente i viola hanno così più spazio e la gara si vivacizza. Al 12’ gli ospiti trovano il gol dell’1-1 con una splendida azione. Corini sulla trequarti calcia in area, Bjelanovic di sponda serve un liberissimo Grella, che con un diagonale trafigge Frey: palo e rete per l’italoaustraliano che festeggia sommerso dai compagni.

Dopo il pareggio la gara si velocizza: la Fiorentina cerca furiosamente di riportarsi in vantaggio, il Torino non rimane a guardare. Gli uomini di Prandelli impensieriscono Sereni al 19’ con Santana, ed al 23’ con Mutu, gli ospiti rispondono con un colpo di testa a girare di Bjelanovic. Primi cambi: dentro Jorgensen per i viola (via Montolivo) e Zanetti per i granata (fuori Barone).

Verso la mezz’ora la pressione della Fiorentina si fa incalzante: Mutu fa le prove del 2-1 con un bel colpo di testa, respinto da Sereni, poi viene agganciato in area da Lanna. Tagliavento non ha dubbi e decide per un nuovo penalty per i padroni di casa: questa volta batte il rumeno, che trasforma con un pregevole colpo morbido che spiazza Sereni.

Il Torino sembra demoralizzato e non riesce a reagire: i viola, attenti in copertura e padroni del centrocampo, comandano il gioco e non corrono rischi. Jorgensen sfiora il gol della sicurezza al 42’, quando ancora si oppone un ottimo Sereni, sono gli ultimi scampoli di partita.


Fantascienza? Le lenti a contatto del futuro

Non è fantascienza e neppure una versione rivisitata di classici film quali "Superman" o "Terminator": sono in arrivo i primi occhi bionici. Speciali lenti a contatto flessibili, dotate di circuiti elettronici e di un display Led, che consentiranno allo spettatore di zoomare su determinati scenari e - istantaneamente - ottenere tutte le informazioni necessarie sulla persona o l'oggetto presente nel campo visivo. Attraverso lo schermo virtuale, inoltre, si potrà persino navigare in Rete. Il traguardo verso il "super-occhio" sembra ora molto più vicino. Le possibilità d'uso nella vita di tutti i giorni sono infinite. Il team di ricercatori dell'Università di Washington, capitanati da Babak Parviz, sono infatti riusciti per la prima volta – utilizzando tecniche di lavoro in nanoscala - a dotare una lente a contatto biologicamente sicura di un microchip elettronico.


La lente testata sui conigli

IL TEST SUI CONIGLI - Il prototipo, già testato con successo sui conigli, è stato presentato in questi giorni al convegno dell' "Institute of Electrical and Electronics Engineers". Lo speciale supporto contiene un circuito e una serie di diodi che emettono luce rossa. «Guardando attraverso queste lenti è possibile vedere ciò che i circuiti elettronici stanno generando, sovrapposto alle immagini che arrivano dal mondo esterno», spiega in un comunicato Parviz, professore associato di ingegneria elettronica. «Per ora si tratta di un piccolo passo, ma già estremamente promettente. Saranno poi gli stessi utenti a scoprire tutti i possibili utilizzi di questo speciale supporto. Il nostro obiettivo, per ora, è stato solo quello di illustrare la tecnologia e dimostrare che funziona e che è sicura».

I POSSIBILI UTILIZZI - Gli impieghi potrebbero essere innumerevoli: dagli automobilisti, che non dovranno più fissare la strada ma avranno – per esempio – tutti i dettagli memorizzati sul display della lente; ai piloti d'aerei, che non saranno più costretti a guardare gli strumenti; dagli appassionati di videogiochi, che potranno immergersi quasi completamente nel mondo virtuale fino agli internauti che potranno portarsi praticamente il web dovunque. Il circuito, ha assicurato il professore, influisce minimamente sulla normale visione: c'è spazio a sufficienza perché l'occhio continui a svolgere il suo lavoro.


I PROBLEMI DA RISOLVERE - Prima di entrare in produzione restano, tuttavia, da perfezionare diversi dettagli importanti: dall'alimentazione, che potrebbe arrivare alla lente tramite onde radio e pannelli fotovoltaici; ai materiali elettronici, che sono estremamente delicati e nello stesso tempo potenzialmente tossici. Le prime applicazioni con solo qualche pixel, dice però Parviz, potrebbero essere disponibili molto presto.


Fiom: E' ancora caos

Orario, ferie, ma soprattutto salario e flessibilità. La mediazione del ministro del Lavoro Damiano per chiudere il contratto dei metalmeccanici non ha ancora ottenuto l’esito sperato. Ieri, dopo una giornata di trattative separate al ministero, i nodi della trattativa non erano sciolti, ma ci sono state aperture sia da parte dei sindacati che di Federmeccanica e il negoziato riprenderà stamattina alle 11. A tarda sera Damiano era ottimista: «Si sono fatti passi avanti, spero si possa chiudere nella sede naturale di confronto», cioè fra le parti e senza l’intervento di Palazzo Chigi. Si vociferava anche di un accordo per i prossimi due anni che potrebbe oscillare fra i 125 e i 130 euro al mese. «Lavoriamo a un’ipotesi conclusiva», ammette il leader della Uilm Antonino Regazzi. Cisl e Uil puntano decisamente all’accordo, che potrebbe concretizzarsi già oggi, ma molto dipenderà dall’esito della riunione notturna della segreteria e del comitato centrale dei metalmeccanici Cgil. Il segretario Gianni Rinaldini sembra intenzionato ad chiedere il via libera dalla sua organizzazione. Nel pomeriggio Raffaele Bonanni spiegava: «Spero nell’intesa, ma se così non sarà chiederemo il lodo al governo». Dalle parole del leader Cisl traspare il tentativo di spingere la Fiom, ma soprattutto la sua ala più dura, a non respingere la faticosa mediazione di Damiano.

Prima ancora che sui dettagli del contratto, il rinnovo dei metalmeccanici subisce l’inevitabile peso della tattica politica. Il rinnovo arriva a pochi giorni dall’inizio della trattativa per riformare il modello contrattuale in vigore dal 1993. Se il governo nel frattempo non cadrà, il rinnovo dei metalmeccanici sarà il prologo della partita che si giocherà subito dopo. I nodi ruotano attorno al binomio salario-produttività: Federmeccanica è pronta a dare più soldi in cambio di maggiore flessibilità.

La forchetta di aumento fra i 125 e i 130 euro varrebbe per i prossimi due anni. Ma poiché il contratto è scaduto la scorsa estate, di fatto le parti firmerebbero un rinnovo da due anni e mezzo. All’aumento secco andrebbero aggiunti almeno altri 130 euro l’anno per quei lavoratori che non possono contare sul contratto integrativo. Federmeccanica si è detta disposta ad erogare altri 250 euro forfettari per recuperare il ritardo, i sindacati potrebbero dire sì se la cifra salirà a 300 euro. La cifra finale dipenderà anche dai tempi per l’erogazione dell’aumento: prima arriverà, più facile per le sigle sarà concedere qualcosa a Federmeccanica.

L’altra variabile sono gli straordinari: ieri si ipotizzavano otto ore in più. Per le aziende con meno di 200 addetti si tratta di un sabato comandato in più all’anno, per quelle più grandi di due. I lavoratori, se necessario, dovrebbero rinunciare inoltre a un permesso all’anno, che potrebbe essere recuperato nell’anno successivo. Infine le ferie, obiettivo in questo caso legato alla parificazione del trattamento di operai e impiegati. Oggi un impiegato, dopo 18 anni di anzianità, può contare su cinque giorni di vacanze in più all’anno. L’ipotesi di mediazione è quella di concedere un giorno a entrambe le categorie dopo dieci anni, che salirebbero a quattro allo scoccare dei diciotto.


Serbie: Urne aperte alle presidenziali

L'affluenza alle urne e la posizione che assumerà l'attuale primo ministro serbo Vojislav Kostunica in sede di ballottaggio, il prossimo 3 febbraio, saranno determinanti per l'esito delle elezioni presidenziali serbe, in programma oggi. Nessuno dei nove candidati - stando alle previsioni della vigilia e a un sondaggio realizzato tra il 25 ed il 31 dicembre scorsi su un campione di 1.520 persone nel paese - può infatti aspirare a conquistare al primo turno la maggioranza necessaria a essere eletto e i due politici dati per favoriti si dovranno contendere la vittoria il 3 febbraio: in quella data, prevedono i sondaggi, gli elettori saranno chiamati a scegliere tra l'ultra-nazionalista euroscettico Tomislav Nikolic, del Partito Radicale serbo (SRS, il partito di Vojislav Seselj, sotto processo all'Aja per crimini di guerra) che tuttavia ha addolcito la sua retorica xenofoba e antioccidentale in occasione della campagna elettorale, e il filoccidentale presidente in carica Boris Tadic (che sconfisse Nikolic alle elezioni del 2004) del Partito democratico (DS), per il quale il futuro della Serbia è nell'Ue.

Nikolic e Tadic sono dati alla vigilia del voto rispettivamente al 21 e 19%. In sede di ballottaggio sarebbe Nikolic - spiega l'analista Srecko Mihajlovic, a capo del CeSID, (Centro per le elezioni libere e la democrazia), che ha realizzato il sondaggio - a beneficiare di un'eventuale e possibile scarsa partecipazione al voto, perché i suoi elettori sono meno soggetti al fenomeno dell'astensione di massa. "Una scarsa affluenza - tra i 3,2 ed i 3,5 milioni di elettori sui 6,7 di aventi diritto - gli garantirebbe la vittoria", afferma Mihajlovic.

Stando ancora all'esito dei sondaggi, l'attuale presidente Boris Tadic potrebbe farcela solo se tutti i partiti della coalizione di governo (Partito democratico serbo di Kostunica, Partito democratico di Tadic e G17 plus) e con essi il movimento filoccidentale Partito Liberaldemocratico, all'opposizione, lo sostenessero. Kostunica però - che proprio sulla convocazione delle elezioni presidenziali si è scontrato a lungo con Tadic perché contrariamente a quest'ultimo e diversamente da come poi è avvenuto avrebbe voluto rimandare l'annuncio sul voto a una data successiva al 19 dicembre, giorno in cui il Consiglio di Sicurezza era chiamato a dibattere del Kosovo - al primo turno appoggerà il suo ministro, il populista Velimir Ilic - leader del Partito Nuova Serbia, suo stretto alleato - dato attualmente al 4% delle preferenze. Resta dunque da vedere cosa farà al secondo turno.

Occhi dunque puntati su Belgrado, anche in attesa dei prossimi sviluppi sul Kosovo: fino al 3 febbraio è difficile che Pristina prenda una decisione formale sull'indipendenza e anche l'Unione europea - questo quanto emerso negli ultimi giorni - dovrebbe attendere la conclusione delle elezioni presidenziali serbe per dare il via libera formale al dispiegamento della missione civile Ue in Kosovo - una missione composta da 1.800 persone tra poliziotti e giuristi che dovrebbe condurre progressivamente a una indipendenza sorvegliata della provincia - in modo da non intervenire nel pieno delle elezioni presidenziali.

Sullo sfondo, le varie indiscrezioni sul dopo-indipendenza, dalla presunta intesa Usa-Germania per procedere al riconoscimento della provincia fin da subito - rivelata dall''International Herald Tribune' - al piano di azione adottato da Belgrado per far fronte a una dichiarazione unilaterale di Pristina. Piano segreto ma il cui contenuto è in parte trapelato: tra le altre misure che l'esecutivo di Belgrado - che ha comunque escluso il ricorso alla violenza - avrebbe deciso di adottare figura il declassamento delle relazioni diplomatiche con i paesi che riconosceranno l'indipendenza.

Tra i candidati alle presidenziali serbe, solo uno, il liberale Cedomir Jovanovic, afferma apertamente che la Serbia deve compensare con la perdita della provincia del Kosovo i propri errori passati. Jovanovic tuttavia come gli altri sette candidati che sono dati per perdenti, non raccoglierà al primo turno più del 4-5% dei voti, assicurano i sondaggi. Sul tema del Kosovo i due candidati dati per favoriti ritengono che la provincia a maggoranza albanese deve restare in territorio serbo e non può dunque aspirare all'indipendenza da Belgrado.