I livelli raggiunti dall'euro comportano "vantaggi e svantaggi", ha ricordato Merkel, secondo la quale "la vera questione e' se si vuole cambiare qualcosa nel rapporto tra dollaro e euro a spese della stabilita' dei prezzi". A questa richiesta, ha detto, "rispondo chiaramente di no". Il dibattito monetario e valutario "va bene cosi' com'e'" a livello di Ministri delle Finanze, un'opzione questa che "e' stata scelta con molta cura". Sulle sfide interne, Merkel ha sottolineato che il 2008 sara' un anno "con attese di crescita mitigate", ma anche "un anno decisivo" per la Grande Coalizione formata da Cdu e Csu che assicura il Governo dal 2005. In particolare, ha sottolineato Merkel, sara' decisivo per "capire se il Governo e' in grado di raggiungere gli obiettivi che si e' fissato". Secondo Merkel, sara' impossibile chiudere il 2008 e il 2009 con un bilancio in pareggio, un obiettivo che e', invece, confermato per il 2011 a fronte di un cuneo fiscale in continuo calo sotto il 40% (39,7% in gennaio) e un 3% del pil destinato alla ricerca e allo sviluppo. La Germania "sta meglio che non alla fine del 2005", soprattutto a livello occupazionale, ha detto Merkel, ma "il contesto economico mondiale" complica la situazione. "I prezzi dell'energia, la situazione delle banche, legata in particolare alla crisi del settore immobiliare negli Usa, le fortissime pressioni sui prezzi degli alimentari" sono tutti fattori che portano a "rivedere al ribasso le attese in materia di crescita". "Il successo della coalizione di Governo" dipendera' essenzialmente dall'andamento dell'economia e dalla partecipazione dei cittadini alla crescita". Gli analisti prevedono in gran parte un rallentamento della crescita tedesca all'1,7-1,8% quest'anno contro il 2% stimato ufficialmente dal Governo che dovrebbe pero' a breve rivedere questo dato al ribasso. Red-mir-
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