E' il giorno più difficile per Clemente Mastella, che conferma le dimissioni da ministro della Giustizia ed annuncia che l' Udeur passa ad appoggiare dall'esterno il governo Prodi e la giunta Bassolino, ma lui prova a trasformarlo in una giornata di gloria. Alla conferenza stampa convocata di mattina all' Hotel President di Benevento ci sono alcune centinaia di sostenitori ad accoglierlo con applausi e cori, una trentina di sindaci della provincia con le fasce tricolori, striscioni e cartelli, parlamentari e consiglieri regionali dell' Udeur. Al suo arrivo Mastella appare disteso: stringe qualche mano, saluta qualcuno, e - scortato da un drappello della polizia penitenziaria - entra in un salone sovraffollato, dove per ascoltarlo bisogna sedersi a terra. Il tono di voce è quello fermo di chi controlla le emozioni ed ha già assunto le proprie decisioni. Che non ritirerà le dimissioni lo ha già anticipato alle agenzie prima della conferenza stampa, ma lo ribadisce subito, cominciando una conferenza stampa-monolgo di quasi un' ora. "Ho parlato con Prodi, non voglio sentirmi uno della casta, ma un cittadino comune".
Difende con forza la moglie Sandra Lonardo, che è agli arresti domiciliari nella villa di famiglia: "dimostrerà la propria innocenza. La sua moralità é talmente alta , che mesi fa ha subito un attentato alla propria vita". Subito il leader dell' Udeur annuncia le conseguenze del terremoto giudiziario che lo ha colpito, di quella che definisce "la crisi del sistemà. "Daremo l' appoggio esterno al governo, ma saremo esigenti sui valori, sulla politica estera, sulla legge elettorale. Non ci siamo nel governo, come non ci siamo alla Regione Campania". E ad un giornalista che lo avvicina a fine conferenza stampa aggiunge: "Non indicheremo alcun ministro della giustizia a Prodi". I toni nei confronti della magistratura sono più pacati rispetto all' intervento alla Camera di ieri, ma sempre fermi. "Ho rispetto per i pm, ma dico agli italiani di non fidarsi di gip che prima arrestano degli incensurati e poi si dichiarano incompetenti a giudicare". "Ci vorrebbe un rispetto di carattere costituzionale - aggiunge - e invece se un gruppo di magistrati decide di mandare a casa un governo può farlo. Questa è crisi del sistema".
Parole dure nei confronti del procuratore di S. Maria Capua Vetere, Mariano Maffei: "un giudice deve applicare la legge, ma nella scuola per i magistrati, quello che ha detto ieri andrebbe proposto come esempio di quanto non si deve fare". Nel pomeriggio Mastella ha riunito lo stato maggiore del partito nella villa di Ceppaloni. Ci sono Mauro Fabris, Tommaso Barbato, Nuccio Cusumano, Pasquale Giuditta, Antonio Satta. Restano per quasi tre ore. Davanti alla villa si radunano una cinquantina di donne dell' Udeur guidate da Anna Paola Voto, segretaria di Sandra Lonardo. Lui esce commosso a ringraziarle. Poi replica a Di Pietro: "Non accettiamo lezioni di moralità". E per domenica le donne annunciano un presidio di massa, con gazebo e bandiere.
giovedì 17 gennaio 2008
Mastella (fortunatamente) conferma le dimissioni
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