Crepe nel dialogo sulle riforme. A provocarle, guarda caso, è Silvio Berlusconi. Dopo il sì della Consulta all’ammissibilità dei quesiti referendari, il leader del Ppl “molla” Veltroni. «È meglio il referendum che questa bozza Bianco», taglia corto, mandando all’aria settimane di mediazione. «Per me – aggiunge - il referendum è uno sbocco necessitato».
A meno che, per parafrasare il premier Romano Prodi, tra due ore non cambi idea, Berlusconi ha scelto la strada del referendum. E parla anche a nome del Pd: «Neanche il Pd – sentenzia – può volere questa bozza Bianco che è stata ribaltata». Non nega esplicitamente la disponibilità al dialogo, anzi, dice «la riconfermiamo qui, a condizione però che non si ribaltino i principi sui quali si era avviato il dialogo». Tutto e il contrario di tutto.
Il testo Bianco è ribaltato perché, secondo lui, la versione riveduta e corretta «è esattamente il contrario dell'idea da cui eravamo partiti, e cioè dotare il paese di una legge elettorale che garantisse a due grandi partiti di non essere ricattati dalle piccole formazioni». Quindi, si vada al voto, visto che la proposta del referendum – così dice Berlusconi alle 16 di giovedì – «porta comunque al miglioramento» del sistema di voto. Ma subito dopo lancia un appello a Veltroni: «Intervenga per cambiare la bozza Bianco, ritorni ai principi che avevamo enunciato con il testo Vassallo e continuiamo il dialogo».
Rapidissime, quanto diametralmente opposte, le reazioni dei suoi alleati: «Mi auguro che non faccia saltare tutto», auspica il leader Udc, Pier Ferdinando Casini. Mentre Fini prima valuta come «certamente positivo» il fatto che Berlusconi giudichi il referendum «una via percorribile per una nuova legge elettorale». Poi, quando sente l'appello a Veltroni avverte: «Berlusconi sa che se si torna al 'vassallum', noi non siamo disposti a votarlo».
Il Cavaliere chiude la giornata ammiccando a Mastella. «In questo partito possono starci tutti quelli di cui la gente ha fiducia», ha spiegato, ribadendo il suo feeling con il ministro dimissionario che «ha detto sui giudici cose che io dico da 14 anni».
giovedì 17 gennaio 2008
Berlusconi preferisce il referendum.. noi preferiremmo..
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