Un quarto di grande nobiltà. Nessuna sorpresa a San Siro, l’Inter batte la Reggina e raggiunge la Juventus in un quarto di finale di Coppa Italia che garantisce, più che promette, scintille e grande agonismo. Una doppia sfida tutta da vivere e che dà prestigio e interesse ad una manifestazione quasi sempre snobbata, ma che quest’anno ha già regalato grandi partite e che ora attende il «derby d’Italia» per decretare una delle quattro semifinaliste. Tanti giovani in campo e al debutto a San Siro, in una partita che, dopo il 4-1 con cui i nerazzurri si imposero il mese scorso in Calabria, aveva ben poco da dire. Finisce 3-0 (Crespo, autogol Cascione e Cesar) per i campioni d’Italia il ritorno degli ottavi di finale, un match importante per chi finora ha trovato meno spazio sia in nerazzurro che in amaranto. Una partita storica per la famiglia Mancini con papà Roberto che si è tolto lo sfizio e la soddisfazione di far debuttare in prima squadra il figlio Filippo, entrato al 37’ della ripresa al posto di Crespo.
Formazioni lontanissime da quelle titolari, ma match tutto sommato gradevole. Parte forte l’Inter che si affida alla velocità e all’entusiasmo di Balotelli, ma anche all’esperienza di Stankovic (soltanto un tempo per il serbo che ha bisogno di recuperare il ritmo partita) e Crespo che, già al 7’, impegna Novakovic che qualche minuto dopo deve disimpegnarsi anche su Pelè e, soprattutto, su Balotelli. La Reggina non punge, l’Inter sì con Solari e Balotelli. Al 30’ si vedono anche i calabresi, bello il sinistro di Koris, bravo il portiere nerazzurro Alfonso a deviare in angolo. Al 33’ arriva l’1-0, lo sigla Crespo con un destro dai 22 metri deviato da Cascione e imparabile per Novakovic. Crespo va vicino al raddoppio che arriva al 45’, si tratta di un autogol dello sfrotunato Cascione che devia alle spalle del proprio portiere un passaggio di Balotelli, tra l’altro in sospetta posizione di fuorigioco. Nella ripresa succede ben poco.
Balotelli e Tullberg provano a dare spettacolo in acrobazia, ma senza trovare l’eurogol cercato. Al 9’ ci prova Tognozzi (discreto il suo rientro), ma sbaglia tutto. Al 34’ ancora Tullberg, ma è largo il destro dell’attaccante amaranto. Poi l’ingresso di Filippo Mancini e di un altro «deb», Filippini. Al 46’ arriva il 3-0 siglato da Cesar con un bel tocco a superare Novakovic in uscita. Finisce 3-0 e l’Inter accede ai quarti di finale dove troverà la rivale di sempre: la Juve di Ranieri. Per Mancini una serata da ricordare, non per la vittoria nè per la qualificazione, ma per il debutto del figlio Filippo. Se son rose fioriranno e se il talento si trasmette in eredità...
giovedì 17 gennaio 2008
La reggina esce sconfitta dalla Coppa Italia
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