La società petrolifera pubblica kazaka Kazmunaigaz pagherà 1,78 miliardi per la quota intorno all'8% del consorzio internazionale impegnato nel giacimento del Kashagan. È quanto riferiscono alcune testate italiane e internazionali in merito al memorandum of understanding firmato domenica ad Astana. Una cifra che, secondo fonti vicine al dossier citate dal quotidiano finanziario, è senz'altro contenuta: «Un prezzo congruo - ha dichiarato una fonte al Wall Street Journal - sarebbe stato il doppio. Assistiamo così a un trasferimento di valore a favore dei kazaki per 2 miliardi di dollari». Eni e i partner del consorzio, inoltre, «hanno acconsentito a un pagamento aggiuntivo al Kazakhstan tra 2,5 e 4,5 miliardi di dollari, a seconda dell'andamento delle quotazioni petrolifere». Lo sfruttamento del giacimento è stato fissato a fine 2011.
Secondo indiscrezioni della stampa italiana, l'accordo prevede anche un cambio alla guida del consorzio, che tra il 2010 e il 2011 passerebbe dalla sola Eni a una joint venture tra il Cane a sei zampe e Shell, Total ed ExxonMobil. L'Eni, per parte sua, ha confermato il raggiungimento di un'intesa su Kashagan annunciando - precisa un portavoce del gruppo - «un comunicato congiunto del consorzio per oggi». La strada "è stata trovata" per uscire dal vicolo cieco di Kashagan, dopo una giornata di lunghissime trattative, tra la parte kazaka e il consorzio Agip Kco a guida Eni. Nella notte ad Astana l'ultimo nodo sul progetto di sviluppo del maxigiacimento kazako, di Kashagan è stato sbrogliato, con la sigla di "un memorandum d'intesa", che prevede un aumento della quota della società kazaka Kazmunaygaz "a livello delle altre società" straniere coinvolte nel progetto, Eni, Shell, Total ed ExxonMobil.
Secondo fonti del governo di Astana sentite nella notte da Apcom, la quota di ciascuna società "non sarà inferiore al 16,7%". In base ad altre indiscrezioni la quota potrebbe avvicinarsi a 16,81%. Di fatto oggi da risolvere era il problema statunitense: il partner in consorzio, ExxonMobil, non aveva sottoscritto infatti a dicembre uno dei punti chiave del memorandum destinato a risolvere la vicenda: la cessione di una percentuale (allora) ancora in via di definizione da parte delle società straniere alla kazaka KazMunayGas.
Lunghi ma proficui i colloqui al tavolo del primo ministro di Astana: la parte kazaka era presente al completo ai colloqui con il consorzio. Oltre al premier Karim Masimov, partecipavano il ministro dell'Energia Baktykozha Izmukhambetov e i rappresentanti della compagnia locale KazMunayGas. Lo stesso premier si era detto - già nei giorni scorsi - pronto a incontrare il numero uno di Eni, Paolo Scaroni, e gli altri partner nel consorzio, guidato dal 'cane a sei zampe'. Mentre oggi era ancora ufficialmente in ferie il capo di stato Nursultan Nazarbajev.
Nel comunicato che annuncia la sigla, la compagnia kazaka KazMunayGaz si dice "lieta" dell'accordo "raggiunto". Si spiega che la quota di Kmg "pareggia" quella dei maggiori azionisti "sin dal 1 gennaio 2008". E il documento da Astana viene definito, non senza enfasi, un "successo alla fine di lunghi e difficili negoziati, che hanno avuto inizio lo scorso agosto".
Tags: kazaki, eni, intesa
lunedì 14 gennaio 2008
Kazaki ed Eni: Intesa raggiunta
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