martedì 15 gennaio 2008

Martedì nero per le borse

Le Borse europee tornano ai minimi dall’ottobre 2006 dopo una seduta iniziata male e peggiorata progressivamente con il passare delle ore. Un vero e proprio “martedì nero”, quello di oggi, che ha avuto origine a Wall Street, dove è esplosa in tutta la sua gravità la crisi di Citigroup. Il colosso Usa del credito ha infatti registrato una perdita record di 9,8 miliardi di dollari, che i vertici della società hanno affrontato con misure drastiche: svalutazioni per 18 miliardi di dollari, riduzioni dei dividendi del 40%, 20 mila posti di lavoro tagliati e ricorso a finanziamenti esteri per altri 14,5 miliardi di dollari. A deprimere i listini americani hanno poi contribuito anche i primi dati delle vendite Usa a gennaio, in calo molto più delle attese.

Nel Vecchio Continente, dove in termini di capitalizzazione sono stati bruciati 205 miliardi di euro, le flessioni degli indici si collocano tra i due e i tre punti percentuali. E Piazza Affari è in linea con questi risultati: l’indice Mibtel ha infatti lasciato sul campo il 2,31%, seguito dall’S&P/Mib (-2,3%) e dall’All Stars (-2,29%), con scambi per un controvalore di circa 5,4 miliardi di euro. Nell’ambito dei 40 valori più capitalizzati del listino è Tenaris a inaugurare il lungo elenco dei segni negativi, con una flessione del 5,25%. Ma ben altri cinque titoli hanno ceduto più di quattro punti percentuali. Si tratta, nell’ordine, di Mediolanum (-4,63%), Prysmian (-4,50%), Seat Pagine Gialle (-4,48%), Parmalat (-4,46%) e Luxottica (-4,25%). L’ondata di vendite non ha comunque risparmiato nessuno. Sempre limitando l’analisi alle blue-chips, hanno perso più del 3% Banco Popolare, Fiat, Intesa-Sanpaolo, Italcementi, Saipem, StMicroelectronics e Unicredito. Si sono salvate, invece, soltanto tre titoli: Snam Rete Gas (+1,29%), Enel (+0,32%) e Terna (+0,14%), grazie alle loro caratteristiche “difensive”.

In decisa controtendenza, infine, Zucchi, che ha messo a segno la migliore performance della giornata (+5,89%) grazie all’annuncio di un accordo esclusivo per la distribuzione in tutto il mondo di prodotti tessili per la casa a marchio Diesel. La società, si legge in una nota, stima che al quinto anno di licenza il fatturato si incrementerà di circa 20 milioni di euro.


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