Le Borse europee tornano ai minimi dall’ottobre 2006 dopo una seduta iniziata male e peggiorata progressivamente con il passare delle ore. Un vero e proprio “martedì nero”, quello di oggi, che ha avuto origine a Wall Street, dove è esplosa in tutta la sua gravità la crisi di Citigroup. Il colosso Usa del credito ha infatti registrato una perdita record di 9,8 miliardi di dollari, che i vertici della società hanno affrontato con misure drastiche: svalutazioni per 18 miliardi di dollari, riduzioni dei dividendi del 40%, 20 mila posti di lavoro tagliati e ricorso a finanziamenti esteri per altri 14,5 miliardi di dollari. A deprimere i listini americani hanno poi contribuito anche i primi dati delle vendite Usa a gennaio, in calo molto più delle attese.
Nel Vecchio Continente, dove in termini di capitalizzazione sono stati bruciati 205 miliardi di euro, le flessioni degli indici si collocano tra i due e i tre punti percentuali. E Piazza Affari è in linea con questi risultati: l’indice Mibtel ha infatti lasciato sul campo il 2,31%, seguito dall’S&P/Mib (-2,3%) e dall’All Stars (-2,29%), con scambi per un controvalore di circa 5,4 miliardi di euro. Nell’ambito dei 40 valori più capitalizzati del listino è Tenaris a inaugurare il lungo elenco dei segni negativi, con una flessione del 5,25%. Ma ben altri cinque titoli hanno ceduto più di quattro punti percentuali. Si tratta, nell’ordine, di Mediolanum (-4,63%), Prysmian (-4,50%), Seat Pagine Gialle (-4,48%), Parmalat (-4,46%) e Luxottica (-4,25%). L’ondata di vendite non ha comunque risparmiato nessuno. Sempre limitando l’analisi alle blue-chips, hanno perso più del 3% Banco Popolare, Fiat, Intesa-Sanpaolo, Italcementi, Saipem, StMicroelectronics e Unicredito. Si sono salvate, invece, soltanto tre titoli: Snam Rete Gas (+1,29%), Enel (+0,32%) e Terna (+0,14%), grazie alle loro caratteristiche “difensive”.
In decisa controtendenza, infine, Zucchi, che ha messo a segno la migliore performance della giornata (+5,89%) grazie all’annuncio di un accordo esclusivo per la distribuzione in tutto il mondo di prodotti tessili per la casa a marchio Diesel. La società, si legge in una nota, stima che al quinto anno di licenza il fatturato si incrementerà di circa 20 milioni di euro.
martedì 15 gennaio 2008
Martedì nero per le borse
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