martedì 15 gennaio 2008

Incursione Israeliana a Gaza

Le forze israeliane sono entrate in azione all'alba con varie ondate di attacchi concentrati a Zaitun e a Beit Lahya, nel nord della Striscia di Gaza. Le informazioni sulle incursioni sono state confermate da fonti militari a Tel Aviv secondo cui l'operazione è iniziata con l'ingresso di membri della unità scelta Egoz nel centro abitato di Gaza. Là le forze speciali hanno individuato obiettivi da colpire e hanno poi chiesto l'intervento di mezzi blindati e di elicotteri da combattimento.

Il bilancio, iniziato con quattro morti, si è andato via via appesantendo nel corso della mattinata e con il proseguire dei combattimenti che sono tuttora in corso. Al momento sono 17 i morti e oltre 40 i feriti. Fra le vittime palestinesi c'è anche Hussam al-Zahar, 24 anni, figlio di Mahmud al-Zahar, numero due di Hamas nella Striscia ed ex ministro degli esteri. «Con il volere di Dio, risponderemo a Israele con la lingua che capiscono», ha detto il ministro. L'importante esponente del movimento radicale islamico, al Zahar è stato ripreso dalla tv araba mentre si precipitava al pronto soccorso dell'ospedale di Gaza dove era esposta la salama di suo figlio Hassam, vittima anche lui dell'operazione israeliana. Subito dopo avere baciato il fronte di suo figlio che giaceva morto su una barella, al Zahar ha pronunciato le parole di vendetta con tono pacato e voce ferma e senza trapelare le proprie emozioni per la perdità subita.

Da alcuni giorni al-Zahar aveva introdotto speciali misure di sicurezza al pari del premier destituito Ismail Haniyeh, dopo che un paese europeo li aveva informati che Israele intenderebbe assassinarli. Il figlio ucciso (non è chiaro ancora se Hussam al-Zahar fosse stato scelto come obiettivo o se sia finito nel mirino come un qualunque miliziano), era fidanzato e contava di sposarsi nel prossimo futuro, ha detto la sua famiglia.

Mahmud al-Zahar aveva perso un altro figlio, Khaled, alcuni anni fa durante un bombardamento israeliano contro la sua abitazione nella quale lui e la moglie erano rimasti feriti. Secondo fonti di Gaza non tutti i palestinesi uccisi oggi dal fuoco israeliano erano miliziani armati: fra i morti, a quanto risulta, figura anche un civile di 67 anni. Il presidente dell'Autorità nazionale palestinese Abu Mazen (Mahmud Abbas) ha condannato quello che ha definito «il massacro compiuto oggi da Israele a Gaza», mentre il premier destituito di Hamas, Ismail Haniyeh, ha raggiunto l'ospedale Shida dove ha donato sangue per i feriti. Anche dalla Cisgiordania giungono prime notizie di una ulteriore operazione intrapresa dall'esercito israeliano nella città di Nablus. A quanto risulta la zona della “casbah” è stata circondata da forze israeliane che stanno compiendo arresti.

Un civile è morto intanto nel sud d'Israele dopo essere stato centrato da colpi di arma da fuoco sparati dalla Striscia di Gaza, probabilmente da un cecchino palestinese: lo ha riferito una portavoce dell'Esercito dello Stato ebraico, secondo cui «si sta verificando se fosse o meno un cittadino israeliano». Stando a fonti della polizia locale, peraltro, si tratterebbe di uno straniero di nazionalità non ancora accertata, un volontario sui 20 anni di età che lavorava nel kibbutz di Ein Hashlosha, situato a ridosso del confine con l'enclave. La sua uccisione è stata comunque rivendicata dalle Brigate Ezzedine al-Qassam, braccio armato di Hamas, mediante un comunicato diffuso a Gaza.


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